|
There are no translations available.
Un nodo importante emerso in seguito alle politiche di riforma del sistema di tutela del disagio sociale e ricco di conseguenze per l’intera comunità è il problema dei ragazzi e ragazze maggiorenni che escono dagli istituti e non sono più supportati da alcuna istituzione: non hanno possibilità di tornare nelle famiglie di appartenenza dalle quali erano stati allontanati, non sono in ancora in grado di avere una propria famiglia e spesso hanno condizioni lavorative precarie; sono dunque lasciati a se stessi ed emarginati per la loro provenienza. E necessario creare un sistema di appoggio per tali persone, in grado di ridurre le difficoltà (psicologiche, relazionali, sociali, ecc...) di adattamento al brusco passaggio da una condizione di vita in istituto, strutturata piuttosto rigida, al vuoto sociale e di prospettive future che accoglie molti di questi ragazzi e ragazze al momento delle dimissioni, soprattutto quando abbiano difficoltà a trovare e mantenere un lavoro e/o soffrano di una qualche forma di ritardo mentale aggravato da tutta una serie di vuoti affettivo/relazionali. II pericolo è che si lascino travolgere dall’incapacità di far fronte a queste difficoltà, ripiegando su condotte pericolose per sè e gli altri (alcool, droghe, violenza, prostituzione) che peggiorino ulteriormente la loro condizione. Sarebbe perciò fondamentale la creazione di strutture in grado di garantire un periodo di assestamento nel passaggio dall'istituto alla vita autonoma e la progressiva sperimentazione del proprio ruolo di adulti, attraverso la ricerca di un lavoro, di un’abitazione, la creazione di legami affettivi durevoli, la relazione con figure di riferimento significative. Dopo il primo esperimento positivo dell’appartamento di transito “Casa Florilor” iniziato nel Giugno 2006, le autorità di Slatina, hanno proposto all’Associazione “l’Arcobaleno” (Curcubeu) di attivare un altro appartamento di transito riservato all’accoglienza di ragazze maggiorenni con diversi gradi di ritardo mentale, in dimissione dagli istituti, che inizieranno un’attività lavorativa ma non sono ancora in grado di provvedere autonomamente a se stesse e ancor di più alla ricerca e gestione di un’abitazione propria. Tale proposta nasce da un bisogno urgente delle autorità locali, che stanno promovendo con buoni risultati la de-istituzionalizzazione dei minori inseriti nelle vecchie strutture residenziali e il loro reinserimento in famiglie naturali o affidatarie e in strutture residenziali più piccole (case famiglia), grazie ai fondi del Programma europeo PHARE ma non riescono a risolvere il problema dei ragazzi e delle ragazze che si avvicinano o hanno superato il diciottesimo anno d’età e non frequentano più la scuola.
Le ragazze, inoltre, rappresentano un gruppo estremamente vulnerabile e a rischio di emarginazione, sia per le situazioni di disgregazione e di difficile integrazione sociale delle famiglie di origine, che rendono impraticabile il loro rientro a casa, sia per la difficoltà di garantire loro pari opportunità rispetto ai coetanei da parte della società in cui vivono, a causa di discriminazioni di genere, sul lavoro e nella vita quotidiana. Tutto questo viene aggravato dal fatto che le ragazze con ritardo mentale sono spesso facile preda di abusi di ogni genere. II progetto di appartamento di transito va ad inserirsi in un "vuoto" progettuale e di servizi, la cui finalità è sostenere le giovani donne nel raggiungimento di autonomia e favorire la piena espressione di capacità e competenze individuali. II Progetto Casa Papadiilor , vuole essere 1'occasione per dare anche a queste persone la possibilità di "mettere radici”, per iniziare un proprio percorso di crescita individuale a partire da un’esperienza di reale accoglienza e supporto educativo personalizzato.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO “ CASA PAPADIILOR”
Appartamento di transito per ragazze lavoratrici dimesse dagli istituti Del distretto dell'Olt, Romania Scopo del progetto Contribuire alla riduzione della marginalità delle giovani in difficoltà, favorendone l'integrazione sociale, attraverso la possibilità di sperimentare un periodo "ponte" tra l'istituto e la totale indipendenza, durante il quale consolidare le proprie capacità relazionali, l'autonomia individuale, lavorativa e di gestione domestica, in un ambiente accogliente e sereno, che valorizzi uno stile di vita equilibrato. Tale possibilità viene garantita attraverso l’attivazione di un appartamento di transito, nel quale le ragazze possano vivere e alla cui gestione possano contribuire, affiancate da educatori ed altre figure professionali come sostegno e guida nella progressiva acquisizione di indipendenza adulta.
Area di intervento del progetto: socio-educativa
Luogo di svolgimento del progetto: Comune di Slatina, distretto dell'Otl, Romania.

Durata del progetto: Il progetto è iniziato nel Giugno del 2008 ed avrá una durata indeterminata. Ciascuna ospite firmerá un contratto di residenza di sei mesi, rinnovabile dopo la scadenza di questi. La permanenza di ciascuna ragazza all'interno della casa ha durata massima di tre/quattro anni; questo periodo potrá essere modificato in funzione dei bisogni delle ragazze e dal loro grado di difficoltà iniziale.
Enti coinvolti nel progetto - Associazione l’Arcobaleno ( Curcubeu) che si occupa della messa in pratica, del coordinamento e del monitoraggio del progetto. - Direzione Generale per l'Assistenza Sociale e per la Protezione dei Bambini (DGASPC) di Slatina che dà un supporto costante nella segnalazione dei casi più a rischio e affiancherà l’Associazione l’Arcobaleno (Curcubeu) per la consulenza legislativa. - Associazione Curcubeu Onlus (sede in Italia) che, finanziando il progetto ha funzione di controllo e supervisione. - Associazione Veronica Sacchi (www.veronicasacchi.it) , con sede a Milano, che sostenendo le spese di affitto dell’appartamento, dà un supporto economico al progetto
Personale coinvolto - Due educatori romeni, presenti sei ore al giorno durante tutta la settimana per seguire la gestione quotidiana dell’appartamento, affiancare le ospiti nel loro percorso educativo-lavorativo e organizzare le attività di reporting e monitoraggio. - Un insegnante presente due volte la settimana per corsi di alfabetizzazione per le ragazze che non sanno né leggere né scrivere. - Uno o più referenti della DGASPC di Slatina che si occupa di segnalare i casi più critici e di assicurare la necessaria consulenza norno-legislativa. - Un coordinatore dell'associazione l’Arcobaleno (Curcubeu), residente a Slatina, che si occupa del coordinamento delle attività dell’appartamento, della formazione dell’equipe educativa e del monitoraggio, per mantenere la continuitá con gli operatori coinvolti. - Volontari specializzati: psicologo, medico, assistente medicale che svolgono con le ragazze le attività specifiche del loro campo. - Referente Associazione Veronica Sacchi che verrà costantemente informato sull’andamento del progetto .
Obiettivi del progetto Obiettivo generate del progetto è ampliare le possibilitá per le giovani lavoratrici maggiorenni in dimissione dagli istituti residenziali, accrescerne le capacitá di socializzazione, l'integrazione nella comunitá e nella societá, attraverso la ricerca ed il mantenimento di una attività lavorativa stabile, prevenendo in tal modo condotte devianti ed emarginazione e potenziandone le risorse individuali preesistenti. La condizione fondamentale per usufruire del percorso protetto è che l'ospite lavori e sia quindi in grado di contribuire alle spese domestiche. Al momento dell'inserimento, qualora non lavori, ciascuna ragazza ha a disposizione due/tre mesi per cercare un'occupazione con l'aiuto ed il supporto costante dell’educatore. Per alcune ragazze sarà necessario l’inserimento in una situazione di “ lavoro protetto”a seconda delle loro difficoltà iniziali.
L 'inserimento delle ragazze in appartamento prevede la realizzazione di una serie di attività volte a garantire l'accompagnamento individualizzato a seconda delle necessitá e la condivisione degli obiettivi educativi, attraverso una relazione significativa con l'educatore e con tutto il personale coinvolto nel progetto. Tale relazione diviene cosi il canale per promuovere uno stile di vita equilibrato, che consenta la piena espressione delle competenze individuali fino al raggiungimento della completa autonomia.
Obiettivi specifici - Gestione di una struttura di accoglienza (appartamento di transito) a favore di ragazze maggiorenni con ritardo mentale più o meno grave che non possono più usufruire del sostegno statale in quanto hanno terminato o abbandonato la scuola e che non possono rientrare a casa, né contare sul supporto della famiglia di origine; - Promuovere la piena realizzazione individuale, attraverso un luogo sicuro nel quale sperimentare relazioni significative con gli adulti e con i coetanei. - Sostegno delle beneficiare del progetto nella ricerca di un lavoro; - Prevenzione di situazioni di scarsa tutela edell’abbandono lavorativo; - Favorire l'apprendimento di strategie individuali per la gestione del diversi aspetti della vita quotidiana e la cura degli spazi domestici; - Accompagnamento nella gestione del denaro, fino al raggiungimento di una completa indipendenza economica; - Facilitazione dell'integrazione sociale attraverso l'accompagnamento nell’accesso ai servizi territoriali. - Attivazione corsi di alfabetizzazione.
Beneficiari diretti del progetto Ragazze maggiorenni con diverso grado di ritardo mentale in uscita dagli istituti statali, segnalate dai servizi sociali di Slatina, che hanno terminato o abbandonato gli studi , che non hanno famiglie in grado di accoglierle o avere a disposizione una propria abitazione anche a causa della loro condizione di svantaggio. L'appartamento di transito è pensato per ospitare un numero massimo di otto ragazze, fino al termine del percorso protetto.
Attualmente, sono ospiti otto ragazze segnalate dalla DGASPC di Slatina provenienti dall’ Istituto Floare de Colt e dagli appartamenti sociali Santa Maria di Bals.
Aiutaci anche tu a sostenere il Progetto CASA PAPADIILOR.
|